Inbound Marketing cosa sapere

Sai qual è la principale differenza e il vantaggio tra promuovere un business online attraverso l’Inbound Marketing e promuoverlo offline? La possibilità di trovare il tuo cliente nel momento in cui desidera essere trovato senza ” disturbarlo ” come accade, invece, con la pubblicità tradizionale. Quando lui avrà bisogno di te, tu sarai li.

Cos’è l’Inbound Marketing

L’Inbound Marketing è una metodologia di marketing che ti permette di essere trovato dai tuoi potenziali clienti (contatti) e di aumentare il fatturato della tua attività.

Offrire valore e attrarre sono le parole chiave che spiegano l’inbound marketing.

Si tratta di un processo che si sviluppa per tappe, ognuna rivolta a uno specifico obiettivo di business che si raggiunge impiegando determinati strumenti di marketing e di comunicazione.

Si parla, in questo frangente, di Funnel di conversione dell’Inbound Marketing.

Differenze tra marketing tradizionale e Inbound Marketing

Pensa alle tradizionali modalità comunicative dei brand: le pubblicità televisive interrompono la visione di un film o di un programma, i banner pubblicitari interrompono la lettura di un articolo sui giornali, gli spot troncano l’ascolto di un programma radiofonico.

Nell’Inbound Marketing non si disturba nessuno!

È questa differenza, che devi tenere ben presente per capire il motivo dell’efficacia di una strategia di Inbound Marketing.

L’Inbound Marketing è una metodologia di marketing che ha come obiettivo quello di proporre ad un preciso target di utenti, nel giusto momento e con il giusto canale, un contenuto di loro interesse.

Esso si incentra su strategie di comunicazione che sono bidirezionali, cioè che puntano a interagire con il cliente e a costruire una relazione duratura e longeva.

Il protagonista non è più il prodotto, ma il cliente.

Affinché la strategia di Inbound Marketing funzioni, nell’elaborarla devi tenere presente il suo principio fondante: la condivisione.

In che modo puoi favorire le condivisioni? Attraverso il contenuto e attraverso la creazione del giusto messaggio (qui entra in gioco il copywriter ) da veicolare ad un preciso target, nel momento giusto.

Per costruire una strategia di web marketing funnel efficace è necessario prima capire chi sono i tuoi interlocutori. Solo attraverso questa analisi puoi fare una previsione su come e quando un canale può esserti più utile rispetto ad un altro e studiare il suo utilizzo in maniera integrata per ottimizzare il funnel.

Cos’è un funnel?

Ti stai domandando cos’è un funnel? Semplice! Pensa ai passi che hai dovuto compiere prima di acquistare qualcosa on line:

  • Hai sicuramente fatto qualche ricerca preliminare per conoscere il prodotto e capirne le caratteristiche;
  • Hai visionato alcuni e-commerce;
  • Trovato il bene che soddisfaceva i tuoi bisogni hai scelto il fornitore;
  • Hai portato a termine tutti i passaggi per l’acquisto.

3 domande che devi porti prima di costruire una strategia di marketing funnel

  • Chi sono i tuoi migliori clienti? Della Buyer Persona bisogna conoscere l’età, il sesso, dove vive, che professione svolge, che bisogni ha, dove cerca le informazioni prima di acquistare e quali sono le sue obiezioni sul prodotto/servizio. In base a queste informazioni devi studiare il modo migliore per presentargli la tua proposta.
  • Quali bisogni puoi soddisfare? Il tuo prodotto per avere successo deve essere utile, deve poter risolvere un reale problema.
  • Quali pregiudizi hanno? Valuta cosa potrebbe fermare i tuoi potenziali clienti prima di decidere che sei la soluzione al loro problema.

Il Funnel di conversione dell’Inbound Marketing

La metodologia di Inbound Marketing si compone di quattro fasi che ciascuna azienda deve seguire per creare e mantenere relazioni proficue con le persone. Queste fasi formano il funnel, l’imbuto che deve trasformare i visitatori in clienti.

Più il funnel è corto meno possibilità ci sono che l’utente si disperda.

Il Funnel dell’Inbound Marketing si compone di 4 fasi:

  1. Attrarre, ovvero attrarre gli stranieri sul tuo sito web e trasformarli in visitatori, quindi attrarre traffico qualificato;
  2. Convertire, ovvero trasformare i visitatori in potenziali clienti;
  3. Chiudere, ossia trasformare il potenziale cliente in consumatore effettivo dei tuoi prodotti o servizi;
  4. Coccolare il cliente anche nel post-vendita, fidelizzarlo e trasformarlo in un promotore del tuo brand.  L’obiettivo è quello di superare le sue aspettative così tanto che vorrà raccontare ai suoi amici e familiari come ha fatto per raggiungere l’obiettivo che si era prefissato, grazie all’aiuto del tuo brand. 

In questo processo hai attraversato tutte le fasi dell’inbound marketing funnel.

Conclusioni

Per ottimizzare il tuo investimento in Web Marketing, le strategie di Inbound Marketing devono essere pianificate.

Utilizzando questo approccio, che sfrutta vari canali, potrai raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati a costi contenuti.

I tuoi clienti, totalmente soddisfatti, ti ricercheranno e diventeranno i promotori della tua attività: è questa la vera forza dell’Inbound Marketing.

Se la strategia di Inbound Marketing funnel ti è piaciuta, scarica gratis la guida infografica che ho creato per te cliccando su questo link:

Digital advertising: oggi la pubblicità è on line

Advertising: le strade da intraprendere per avere successo

Avrai notato anche tu che al giorno d’oggi le pubblicità sul web ( digital advertising ) stanno soppiantando le vecchie pubblicità sui cartelloni e sui giornali. Nello specifico le possiamo trovare anche sulle app e nei social.

Molte aziende, una volta intuito il potenziale di questa nuova forma di propaganda, hanno iniziato ad  investire sul digital advertising  per espandere il proprio mercato.

Cosa vuol dire il termine advertising?

Il termine è inglese ma è stato prestato alla nostra lingua.  Advertising deriva direttamente dal verbo to advertise, (“segnalare”, “rendere noto” e dunque, per estensione, “fare pubblicità”), che a sua volta proviene dal verbo latino advertere, composto dalla particella di moto a luogo “ad” e dal verbo “vertere”, “volgersi”. Il significato originario è dunque quello di “rivolgersi a” qualcosa, e dunque, in senso figurato, “rivolgere la propria attenzione verso qualcosa”. 

Differenza tra display advertising e search advertising

Il digital advertising si suddivide essenzialmente in:

  • display advertising, ( ad esempio Facebook Ads che tratterò nel prossimo post ) cioè la pubblicità espositiva su portali, siti di news o editoriali, siti verticali (interamente specializzati in un settore o argomento), social network, blog e siti di e-shopping. Il display advertising si avvale di spazi appositamente messi a disposizione da editori e proprietari di siti web.
    Gli annunci display sono noti anche come banner pubblicitari.
    Il display advertising  trasmette visivamente un messaggio commerciale, utilizzando testo, logo, animazioni, video, fotografie o altri elementi grafici.
    Gli annunci display, includono un titolo, un testo e un URL.
  • search advertising, meglio conosciuta come “SEA”,  è la pubblicità pagata nel motore di ricerca e ai siti partner. In poche parole l’utente cerca e Google rimanda annunci relativi alle parole chiave che l’utente ha utilizzato per la ricerca.
    Questi annunci vengono scelti in base alla pertinenza rispetto alle parole chiave selezionate dall’inserzionista.

Quale scegliere tra queste due tipologie di digital advertising?

Che tu sia un pubblicitario esperto oppure no, prima di scegliere quale campagna pubblicitaria utilizzare (gli annunci di ricerca o gli annunci display), devi valutare due fattori essenziali (ne potrei elencare molti altri): il volume di ricerca e il budget.

VOLUME DI RICERCA

Prima di tutto esamina il volume di ricerca: nel caso della SEA
le persone che incontrano i tuoi annunci sono già alla ricerca del tuo prodotto, mentre le persone che visualizzano gli annunci display sono stati attratti, dopo aver guardato un video, aver letto e-mail o aver navigato sul web.
Conoscere la differenza tra questi due approcci può aiutarti a determinare la strategia giusta in base al brand o alla consapevolezza del prodotto / servizio.

Se il tuo marchio o i prodotti che vendi hanno un buon volume di ricerca opta per una campagna pubblicitaria di ricerca.
Se non c’è molto volume, puoi trarre maggiori benefici dalla creazione di annunci display che contribuiranno a far conoscere il tuo marchio e i tuoi prodotti.

Come fai a determinare quanto gli utenti conoscono il tuo brand o i tuoi prodotti?

Attraverso due facili tools:  AdWords Keyword Planner (attualmente ads) e Google Trends. Cos’è Google AdWords? Google AdWords, oggi ribattezzata Google Ads, è la piattaforma pubblicitaria di proprietà di Google che permette di pubblicare annunci su tutta la rete di Google e dei suoi partner. Cos’è Google Trends? E’ uno strumento che Google mette a disposizione di tutti e in modo completamente gratuito per l’analisi delle tendenze espresse dagli utenti tramite il motore di ricerca.
Imparando ad usare Google Trends, che tu sia un blogger, un manager o un imprenditore, potrai monitorare i gusti e le tendenze del tuo target e ottimizzare le tue strategie di marketing.

IL BUDGET

Quanto costa fare pubblicità su Google Ads (ex Google AdWords)? La piattaforma pubblicitaria Google AdWords si basa su 3 sistemi di costo:

  • CPC (costo per clic), ovvero paghi solo per i clic che il tuo annuncio riceve
  • CPM (costo per mille impressioni), ovvero paghi ogni 1000 impressioni (pubblicazioni) che il tuo annuncio riceve
  • CPA (costo per azione), ovvero l’importo massimo che sei disposto a pagare purché si verifichi il completamento di un’azione da parte dell’utente

Il costo lo scegli tu, in autonomia, quando crei una campagna pubblicitaria, dopo aver valutato tutta la situazione e gli obiettivi che intendi raggiungere.

Quanto è grande il tuo budget? Se il tuo budget è limitato, alla luce di quanto illustrato prima, gli annunci di ricerca sono l’opzione migliore per te.

Perché devi affidarti ad un copywriter

Nel web non è facile emergere e catturare l’attenzione di uno specifico target di consumatori. La pubblicità da sola non basta, soprattutto quella fai da te.

Stai ancora sprecando soldi in advertising? In questo post ti spiego perché devi affidarti ad un copywriter per il successo del tuo business.

La conquista dell’attenzione del pubblico

Nell’era digitale, in cui le classiche pubblicità in TV sono state soppiantate dall’advertising, si è creata una grande confusione di ruoli.

Al giorno d’oggi, quasi tutti utilizzano i social media per creare e scambiare contenuti.

Saper usare Facebook o Instagram, per citare i più noti, non ti rende un esperto di digital marketing! Per un business di successo oltre alle idee ci vogliono i contenuti e pensare di fare tutto da soli è davvero una follia.

Se vuoi lanciare il tuo brand, oppure vuoi attuare un’operazione di rebranding devi assolutamente affidarti a delle figure professionali specifiche.

Una delle più importanti è certamente il copywriter.

Il copywriter è il professionista che si occupa del copywriting, ossia colui che scrive i testi e li rende adatti al web. 

Compito del copywriter è di individuare il “tipo di scrittura” più adatto a comunicare con il target dell’azienda.

La call-to-action

Il testo redatto dal copywriter è in grado di indurre l’utente ad iscriversi alla newsletter, lasciare un contatto o compilare un form. Nella migliore delle ipotesi l’utente acquista un prodotto.

Ora ti stai sicuramente chiedendo come fa un copy ad indurre un’utente a compiere un’azione. Ti rispondo subito: utilizza una tecnica di scrittura chiamata copywriting persuasivo.

Il copywriting persuasivo è tipo di scrittura che cerca di far leva sulle emozioni delle persone, con l’obiettivo di rendere più attraente ai loro occhi un prodotto o un servizio.

La SEO

Il copywriting non può ignorare la SEO, cioè quell’insieme di attività di ottimizzazione dei contenuti testuali di un sito web che contribuiscono a migliorarne il posizionamento nei risultati dei motori di ricerca.

La figura professionale che si occupa di questa attività è il SEO copywriter, cioè un copy con conoscenza delle dinamiche di posizionamento nei motori di ricerca e abile nel redigere testi in grado di posizionarsi per una o più parole chiave.

Brand management

Compito del copywriter è dunque anche quello di identificare e comunicare i valori aziendali.

Con il brand management si studia il modo per inserire una promessa implicita nel prodotto o nel brand, che spingerà il consumatore all’acquisto.

Grazie ad un brand management giusto si possono generare maggiori vendite ( tratteremo questo argomento in modo specifico all’interno del blog).

Conclusioni

Dopo aver letto questo articolo hai sicuramente le idee più chiare sull’importanza che riveste un bravo copywriter in una strategia di marketing vincente.

Se non l’hai già fatto contattane uno per la tua campagna di comunicazione e tocca con mano i risultati in termini di brand awareness e fatturato.

Scarica la guida infografica che ho creato per te e conservala come promemoria da consultare quando hai dei dubbi.

Guida infografica: perché devi affidarti ad un copywriter

Guida: perché devi affidarti ad un copywriter

Puoi scaricarla e consultarla quando vuoi cliccando su questo link: guida infografica

Le parole sono tutto ciò che abbiamo

Le parole sono tutto

Un buon testo è il modo migliore per accompagnare un possibile cliente alla scoperta di un prodotto, qualunque sia il media utilizzato. Per stilare un testo interessante, che sappia tenere incollato il lettore fino alla fine, devi valutare attentamente quali parole utilizzare.

Le parole sono tutto ciò che abbiamo!

L’importanza delle parole per un copywriting di successo

Che tu sia un copywriter o un’azienda non puoi trascurare questo concetto, esplicato in modo conciso e diretto da Raymond Carver nel suo libro Il mestiere di scrivere:

Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste, con la punteggiatura nei posti giusti in modo che possano dire quello che devono dire nel modo migliore.”

Alla base di qualunque strategia di marketing, infatti, c’è sempre una campagna di informazione o comunicazione .

Il messaggio deve essere chiaro, di valore e arrivare al cuore delle persone. Per essere credibile devi servirti delle parole in modo mirato, non puoi permetterti errori, la forma deve essere perfetta e la punteggiatura inserita in modo corretto.

La campagna di comunicazione o informazione ha la finalità di promuovere o sensibilizzare clienti e utenti rispetto ad un determinato servizio o prodotto.

Come? Mettendone in luce gli aspetti positivi.

L’importanza del messaggio nella strategia di content marketing

In una strategia di content marketing, la scelta del messaggio da trasmettere al pubblico è il punto più importante da tener presente.

Come puoi elaborare una strategia di content efficace?

Innanzitutto è necessario stabilire all’interno di un’azienda (o di un’attività) chi produrrà e pubblicherà i contenuti. Il lavoro dovrà essere costante e organizzato secondo un preciso piano editoriale.

Sarà l’esperto di contenuti, il SEO copywriter, a produrne di efficaci, capaci di colpire il target definito in partenza e a raggiungere gli obiettivi coerenti con il mezzo scelto.


Il nuovo eco-business è tutto una merda

Il nuovo ECO-BUSINESS è tutto una merda

Prima di uno spettacolo gli attori usano pronunciare ad alta voce, in modo ripetitivo, la parola “merda” per scaramanzia. Da qualche tempo, però, questo vocabolo ci riporta ad un altro contesto: quello del nuovo eco-business.

Lo smaltimento dei liquami non è più problema: è il nuovo eco-business

Sai che alcune aziende stanno studiando da tempo il modo di trasformare escrementi umani in biocarburanti e concimi? Soprattutto in Africa e in India, il problema dei liquami va risolto per ovvie necessità sanitarie.

Un esempio pratico ce lo offre l’americana Ashley Muspratt, un ingegnere sanitario che ha vissuto alcuni anni in Africa e coordina da tempo l’impianto Pivot, in Rwanda, per la raccolta e il riutilizzo dei liquami.

Attraverso una serie di procedure li trasforma in materie prime adottate nella produzione di mattoni e cemento.

I liquami vengono anche usati per la produzione di tipi particolari di plastica e concimi sicuri per la salute dei consumatori.

Naturale non vuol dire innocuo

Quando si prendono in considerazione le feci umane si crede erroneamente che siano un prodotto del tutto naturale e quindi innocuo.

In aree rurali come quelle in Ghana, dove i contadini utilizzano i liquami non trattati come concimi per produrre vegetali si corre un grave pericolo per la salute.

Chi li consuma è esposto ad un maggior rischio di contrarre il tifo o il colera, per non parlare di parassiti intestinali che causano gastroenteriti e quindi malnutrizione.

Alla luce di tutto ciò è facile dedurre che lo smaltimento dei liquami è il nuovo eco-business e i ritorni non sono affatto trascurabili.

Resta solo un ostacolo di natura culturale da superare: l’idea di prodotti derivati dalle feci umane non è facilmente accettata!

eco-business

Eco-business è anche il water futuristico di Bill Gates

Gli imprenditori però sembrano ottimisti e anche Bill Gates si è messo in gioco.

Qualche mese fa si presentava a Pechino tenendo in mano un barattolo contenente della cacca durante il suo discorso al Reinvented Toilet Expo ( una fiera in cui sono state presentate le più moderne interpretazioni della toilette).

Ha così illustrato il suo prototipo di water futuristico che salverà la vita a oltre cinquecentomila bambini e ha annunciato la sua volontà di commercializzarlo.

Ma come funziona il wc del futuro?

Feci e urine vengono stipate in un contenitore sotto il pavimento, un pannello fotovoltaico dà energia a un reattore biochimico che purifica i rifiuti attraverso l’uso di elettrodi.

Una reazione elettrochimica scompone la materia in componenti separati, come l’idrogeno, il fertilizzante e l’acqua pulita.

Un altro meccanismo filtra lo spreco, deviando l’idrogeno verso un compartimento che lo immagazzina come energia nelle celle a combustibile.

Il fertilizzante viene raccolto per scopi agricoli, mentre l’acqua rimanente viene pompata in un serbatoio in modo che possa essere riutilizzata.

In Italia c’è il Museo della Merda

L’Italia non sta a guadare, anzi, ha anticipato i tempi.

A Castelbosco, provincia di Piacenza, c’è il Museo della Merda ed è attivo dal lontano 2015 su iniziativa dell’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli.

Si tratta di una realtà industriale che produce latte per il Grana Padano e dove ogni giorno 3.500 bovini producono circa 1.500 quintali di sterco.

Una quantità di deiezioni la cui gestione Locatelli ha deciso di trasformare in un progetto ecologico, produttivo e culturale avveniristico, ricavando elettricità dallo sterco e non solo.  

In vent’anni di lavoro e riflessioni intorno all’idea e alle pratiche della trasformazione, anche attraverso la sua attività di ricercatore di opere d’arte, l’imprenditore ha iniziato a chiamare intorno a sé amici e artisti.

Ha avviato così il processo che avrebbe portato alla definizione del disegno del Museo della Merda che germinando dallo sterco avrebbe affrontato il tema della trasformazione in senso ampio.

Si arriva così all’invenzione e registrazione della Merdacotta®, materiale in cui sono stati plasmati tutti i primi prodotti a marchio Museo della Merda. Vasi, mattonelle e piatti dalle forme semplici, dove non conta la forma ma la materia.

In Giappone è attivo l’Unko Museum

L ’Unko Museum (“unko” in giapponese vuol dire cacca), inaugurato il 15 marzo a Yokohama, è un museo temporaneo (chiuderà a luglio) ed è totalmente dedicato alla cacca.

In un contesto surreale e coloratissimo, bambini e adulti sono coinvolti in numerose attività tra le quali la visita di una mostra d’arte interattiva e fuori dai soliti schemi.

L’economia circolare come necessità

Tutte queste iniziative, che ormai vanno avanti da qualche anno, riportano l’attenzione sul tema dell’economia circolare. L’Italia è seconda per riciclo industriale con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero).

Minimizzare gli scarti e le perdite attraverso l’utilizzo di materie prime provenienti da filiere di recupero è essenziale per passare dall’attuale economia lineare alla circolare.

I benefici dell’economia circolare

L’adozione di modelli in linea con i principi dell’economia circolare rappresenta un’opportunità di crescita e sviluppo in termini di:

  • Occupazione: attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro
  • Innovazione: il ripensamento dei modelli di business in un’ottica circolare rappresenta una forte spinta all’innovazione e alla ricerca
  • Ambiente: riduzione dell’impatto ambientale

Gli imprenditori sono ottimisti e propensi a questo tipo di eco-business e la popolazione comincia ad essere sempre più consapevole della sua importanza.

Il futuro dell’economia è sempre più green.